05/05/2026 - Le masserie più belle del Salento sono diverse per storia e identità, ma unite dalla stessa capacità di raccontare il carattere autentico di questo territorio. Volte alte, pietra locale e luce naturale convivono con arredi iconici e soluzioni su misura che caratterizzano gli interni e l’arredamento delle dimore storiche pugliesi, dalle porte di Ostuni fino alla punta più meridionale della penisola.
Le masserie sono tra le architetture rurali più riconoscibili della Puglia. Nate come centri agricoli, oggi sono luoghi di ospitalità dove ritrovarsi, tra design contemporaneo, arte storica e il paesaggio mediterraneo che le circonda.
Masserie del Salento: le 5 migliori architetture del Sud Italia su Archilovers
1. Masseria Dagilupi, Ostuni | Corsaro Architetti

Nell’Alto Salento, a Ostuni, Masseria Dagilupi nasce dal recupero di un’antica struttura rurale un tempo in stato di abbandono. L’intervento di riqualificazione firmato dallo studio Corsaro Architetti l’ha trasformata in una struttura ricettiva, situata tra il centro storico e la costa, immersa in un contesto ambientale di grande valore e caratterizzato dalla presenza di un uliveto secolare.
Il progetto mantiene leggibili le diverse tessiture e le tecniche costruttive, conservando le tracce e valorizzando la lettura evolutiva dell’edificio e la stratificazione storica degli interventi.
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Gli interni, in particolare i bagni, si distinguono per il dialogo tra materiali legati alla tradizione locale e inserimenti di design contemporaneo. Ne sono esempio il lavabo a bacinella Shuii di Ceramica Cielo e la vasca freestanding Vieques di Agape, che definiscono un equilibrio misurato tra memoria e contemporaneità.
2. Masseria Moroseta, Ostuni | Studio Andrew Trotter

Nel cuore della campagna di Ostuni, Masseria Moroseta rappresenta una delle interpretazioni più contemporanee delle masserie più belle del Salento. Progettata da Andrew Trotter con l’obiettivo di rileggere in chiave attuale le tradizioni costruttive pugliesi, l’architettura si esprime attraverso un linguaggio essenziale, profondamente radicato nel contesto paesaggistico in cui si inserisce.
La composizione ruota attorno a un cortile centrale, elemento tipico della masseria storica, attorno al quale si articolano gli spazi comuni e le camere. Gli interni sono caratterizzati da un linguaggio essenziale: volte in pietra, pavimenti materici e superfici minimali contribuiscono a mantenere freschi gli ambienti e a rafforzare il legame con la tradizione costruttiva locale.

Tra gli arredi si inserisce con coerenza il divano Ghost di Gervasoni che nella sua versione bianca, richiama il colore del tufo, materiale che definisce l’identità materica dell’intera masseria, rafforzando la continuità tra arredo e architettura e il legame con la tradizione costruttiva locale.
3. Masseria Potenti, Manduria

A circa 2 km da Manduria, Masseria Potenti si estende su una superficie di circa 150 ettari e oggi combina la funzione di struttura ricettiva con quella di azienda agricola.
Le origini della masseria risalgono al 1200 e il progetto di riqualificazione, nato da un’idea familiare, ha seguito il principio di intervenire il meno possibile sulla struttura originaria, preservandone carattere, impianto e memoria storica.

I materiali utilizzati sono esclusivamente locali e definiscono l’identità degli spazi: tufo bianco, chianche, antiche mattonelle e cementine sono presenti in modo diffuso in tutti gli alloggi, mantenendo il forte legame con la tradizione costruttiva del territorio.
4. Baglioni Masseria Muzza, Otranto

A pochi minuti da Otranto, Baglioni Masseria Muzza è immersa in un paesaggio di ulivi, dune e mare. L’edificio principale, risalente al XVII secolo, conserva un impianto lineare e materiali tipici, tra cui la calce bianca e la pietra a vista.
Le camere e le suite si articolano tra corti interne e giardini mediterranei, con affacci diretti sul paesaggio e spazi esterni privati. Gli interni mantengono un linguaggio essenziale, costruito su materiali naturali e arredi coerenti con l’identità architettonica della masseria.

Il progetto integra la semplicità della tradizione rurale salentina con un’ospitalità contemporanea di lusso, in cui spazi comuni, corti e giardini si fondono in un equilibrio continuo tra architettura e paesaggio.
5. Masseria Santa Filomena, Ostuni | Flore & Venezia

Masseria Santa Filomena padroneggia dall’alto la piana degli ulivi secolari e il mare della costa adriatica della città bianca di Ostuni.
Il progetto di restauro, curato da Flore & Venezia, valorizza l’impianto originario della struttura, interamente realizzata in pietra e caratterizzata da coperture a volta di forte impatto.
Gli interni, grazie ad un attento studio dei pigmenti sulle pareti, presentano ancora la stessa scansione cromatica che conferisce allo spazio una colorazione che varia ogni istante della giornata a seconda della luce esterna. Il salone principale si apre su un loggiato a tre archi, affacciato sulla valle degli ulivi circondata da muretti a secco e con il mare a fare da sfondo.

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→ Le 10 masserie più belle della Puglia
FAQ – Le più belle masserie del Salento
D. Quali sono le masserie più belle del Salento?
R. Tra le masserie più belle del Salento ci sono Masseria Moroseta, Masseria Potenti, Masseria Santa Filomena, Baglioni Masseria Muzza. Ognuna con un approccio diverso al recupero dell’architettura rurale.
D. Quali elementi architettonici si trovano più spesso nelle masserie salentine?
R. Volte a stella, murature in pietra locale, corti interne e pavimentazioni tradizionali come chianche e cementine. Elementi pensati per rispondere al clima e alla funzione originaria.
D. Come si inserisce il design contemporaneo negli interni delle masserie in Salento?
R. Nei progetti più riusciti, il design fa da sfondo all’interno dello spazio. Arredi e illuminazione sono scelti per dialogare con l’architettura, senza alterarne equilibrio e carattere.
D. Cosa distingue una masseria ben restaurata?
R. La capacità di mantenere leggibili materiali, proporzioni e distribuzione originaria, evitando interventi che uniformano o alterano l’identità degli spazi.
D. Perché le masserie del Salento piacciono così tanto?
R. Perché offrono un modo di abitare più lento e diretto, legato al territorio. Spazi essenziali, materiali naturali e una relazione continua con l’esterno permettono di viverlo in modo davvero autentico.
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