Poul Henningsen (1894-1967) nasce a Copenaghen, in Danimarca. Qui compie studi tecnici e inizia a lavorare come architetto; ben presto però il suo interesse si sposta verso il settore dell’illuminazione, diventando l’autore di alcune delle lampade più iconiche del XX secolo, che ancora oggi sono veri e propri oggetti del desiderio. Nel 1924 inizia la sua collaborazione con Louis Poulsen, che proseguirà per tutta la sua vita: è l’anno in cui progetta la lampada Paris, innescando un cambio radicale sulle modalità di modellazione della luce, che, per garantire un maggiore comfort, deve essere indiretta e morbida. Per Henningsen l’illuminazione diventa un elemento fondamentale per plasmare la luce e creare un'atmosfera che faccia sentire bene le persone. Da qui in poi Henningsen studierà a fondo le relazioni tra luce, ombra, abbagliamento e colore, sviluppando teorie che ancora oggi sono alla base della progettazione all’interno della Louis Poulsen. L’azienda, che fin dalla sua fondazione nel 1874 aveva basato il proprio lavoro sulle basi teoriche del design scandinavo, per cui la forma segue la funzione, prosegue ancora oggi nello sviluppo di prodotti pensati per riflettere e supportare il ritmo della luce naturale.
Negli anni Cinquanta progetta la lampada a sospensione in metallo PH 5 (1958), con cui Henningsen riesce a migliorare la resa cromatica della sorgente luminosa, tramite l’inserimento di piccole sfumature rosse e blu, che hanno la funzione di integrare il colore nelle corrispondenti aree dello spettro cromatico, dove l'occhio è meno sensibile. Di conseguenza, la luce nelle aree giallo-verdi risulta più attenuata. Sempre del 1958 è l’altrettanto famosa PH Artichoke, progettata per un ristorante modernista, il Langelinie Pavillonen di Copenaghen: la lampada è oggi disponibile in catalogo nella versione originale in rame e in tante altre finiture. Il suo design scultoreo è realizzato con 72 elementi, che garantiscono una perfetta combinazione di luminanza e riflessione, e sono accuratamente posizionati per evitare qualunque forma di abbagliamento.
Nel corso della sua carriera Henningsen ha disegnato anche arredi e pianoforti: alcuni progetti sviluppati tra il 1929 e il 1950 sono oggi commercializzati dall’azienda danese PH Furniture & Pianos, in accordo con i suoi eredi. In particolare ci sono le sedute progettate negli anni Trenta, con l’obiettivo di garantire comfort e allo stesso tempo un’ottima resa estetica. L’uso del tubolare d’acciaio permette a Henningsen di ottenere risultati moderni, come nel caso dell'iconica PH chair (1932) e del PH Snake stool (1932), utilizzabile come sgabello o tavolino, ma anche come oggetto d’arredo a sé stante.